Montagnana, tra storia e tradizioni

Montagnana, città murata dalla bellezza senza tempo. Siamo in provincia di Padova.. Una piacevole scoperta grazie all’associazione Visit Montagnana che ha organizzato una giornata alla scoperta di questo borgo e delle sue eccellenze.

Non si finisce mai di scoprire le bellezze vicine a casa!

Le mura di Cinta

Un borgo di quasi 10000 abitanti ai confini tra Padova e Verona, un luogo molto suggestivo. Montagnana è uno dei borghi più belli d’Italia, è Bandiera Arancione del Touring per il patrimonio storico e per la valorizzazione dei prodotti locali. Fa parte dell’associazione Borghi più belli d’Italia.

La città si gira tranquillamente da soli ma vi consiglio di prenotare una visita guidata. La contestualizzazione storica e culturale rende i luoghi ancora più affascinanti. Ringrazio Silvia dell’Associazione Murabilia che ci ha accompagnati alla scoperta della città.

Montagnana sorge in una posizione geografica strategica, a 50km da Padova, da Verona, da Rovigo, da Vicenza. Nel corso dei secoli è stata una città molto bersagliata, conquistarla significava avere il controllo del territorio. Questo fu il motivo essenziale per cui la città si dotò di un sistema difensivo importante.

Passeggiando nel Medioevo..

Quando arrivate a Montagnana sarete stupiti dalla maestosità delle mura di cinta della città. Quasi 1950 metri di cinta muraria. Montagnana è una delle poche città a livello europeo con la cinta muraria medievale perfettamente conservata.

Il camminamento di ronda e parte della Rocca degli Alberi non sono percorribili o agibili purtroppo ma, da tempo, ci sono progetti (e speranza) per ristrutturare e mettere in sicurezza questo patrimonio. Le mura di cinta hanno 24 torri, progettate in antichità per migliorare il sistema difensivo e, nell’ultimo secolo utilizzate come deposito di frumento.

Castel San Zeno è il complesso più antico. Sorge su strutture già esistenti che risalgono al X secolo. Ha due torri di vedetta e l’ imponente Mastio Ezzelino con i suoi 38m di altezza. Fu costruito nel XII secolo su volontà di Ezzelino III da Romano, vicario di Federico II di Svevia. Non perdetevi la salita sul Mastio, goderete di una vista su Montagnana e sul territorio a 360°. Nei giorni limpidi si vedono gli Appennini!

Al di là delle mura di cinta si trova Palazzo Pisani. Fu costruito intorno alla metà del ‘500 da Andrea Palladio per la famiglia Pisani. Oggi è proprietà privata. Bellissimo esempio di architettura palladiana armonica e funzionale.

Da Castel San Zeno iniziamo la nostra passeggiata percorrendo Via Carrarese, con un susseguirsi di palazzi eleganti e raffinati fino ad arrivare a Piazza Vittorio Emanuele II. Al centro della piazza troviamo la statua di Vittorio Emanuele II, che da le spalle al Duomo Santa Maria Assunta, segno evidente della storica ostilità stato-chiesa.

Il Duomo è imponente e disposto di traverso rispetto alla piazza, fu costruito nel 1431. All’interno la “Trasfigurazione di Cristo” di Paolo Veronese, e dei dipinti attribuiti a Giorgione da Castelfranco Veneto.

Percorrendo via Roma, a pochi passi dal Duomo, troviamo Palazzo Pomello Chinaglia. Si ipotizza fosse una delle proprietà dei Gattamelata, condottiero della Repubblica di Venezia. Altre famiglie importanti hanno vissuto in questo palazzo, quali famiglia Pisani, e famiglia Chinaglia. Luigi Chinaglia fu Presidente della Camera a fine ‘800 e fu un personaggio molto attivo per lo sviluppo economico della città sostenendo la realizzazione della tratta ferroviaria Padova-Mantova.

Palazzo Pomello-Chinaglia è un palazzo privato, non aperto al pubblico. Abbiamo avuto l’onore di visitare gli interni che lasciano senza parole. Un terrazzo veneziano, dipinti e arredi perfettamente conservati e di una raffinatezza degna di nota. All’interno un giardino privato e una scuderia ristrutturata piena di fascino.

Da non perdere anche Palazzo Magnavin-Foratti, altra proprietà della famiglia Gattamelata, che presenta delle decorazioni raffinatissime, e Chiesa San Francesco.

Raggiungiamo infine la Rocca degli Alberi. Ha un’altezza di 35 metri e fu costruita intorno al 1360 nel punto in cui gli scaligeri riuscirono a sfondare le mura e creare un varco. Il nome “Rocca degli Alberi” deriva dal fatto che questa parte della città era la più verde.

Passeggiando per le vie della città si ha una sensazione di accoglienza e calore. I cittadini sono molto disponibili e capita spesso di incontrare qualcuno che abbia voglia di raccontarti storie e aneddoti di Montagnana. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere l’impeccabile Sign. Giancarlo, ex direttore del Cinema Branzo, ora chiuso. Disponibile e sorridente ci ha deliziato con curiosità e racconti del suo lavoro!

Info utili:

  • IAT Montagnana

Piazza Trieste 15 (0429 81320)

  • Associazione Murabilia per le visite guidate

http://www.montagnanamurabilia.it

SAVE THE DATE 2019, VISITE GUIDATE MONTAGNANA E DINTORNI

  • DOMENICA 12 MAGGIO
  • DOMENICA 9 GIUGNO
  • DOMENICA 8 SETTTEMBRE
  • DOMENICA 13 OTTOBRE

Montagnana è una città molto attiva. Da non perdere:

  • Mercatino Antiquariato e Collezionismo (terza Domenica del mese)
  • Festa del Prosciutto Veneto Berico Euganeo D.O.P. (mese di maggio)
  • Festa del Melone (mese di giugno)
  • Calici sotto le Mura (mese di luglio)
  • Palio dei 10 Comuni del Montagnanese ed Incendio della Rocca degli Alberi (prima settimana di settembre)
  • molto altro..

Per ulteriori informazioni visita il sito:
https://www.visitmontagnana.it

Buon cibo..

Dopo una mattinata intensa ci siamo fermati a pranzo all’ Enoteca Tomanin in Piazza Vittorio Emanuele.. Di primo impatto un’enoteca-bar dai caratteri tradizionali ma quando si scende al piano interrato si rimane senza parole.. Un’eleganza quasi inaspettata ed un pranzo buonissimo a base di prodotti locali e tipici dei colli euganei.

Cosa dovete assolutamente assaggiare:

Il Pandolce di Ezzelino dolce di Montagnana della Pasticceria Cuccato, il dolce dei poveri. La leggenda narra che Ezzelino da Romano, dopo aver incendiato Montagnana, fu curato e sfamato da un popolana che preparò per lui un grosso pane con il levà (il lievito madre) arricchito di miele e frutta secca (noci e nocciole) della sua terra.

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Il Cornetto da passeggio, un’idea della Gastronomia Zanini, un cono di prosciutto veneto dop e formaggi locali! Ottima proposta come spezzafame!

Il Prosciutto crudo Berico Euganeo, un crudo veneto dolcissimo a cui è stato assegnato il marchio DOP (denominazione Di Origine Protetta), a garantire lo stretto legame tra prodotti (e produzione) e territorio. Marchiato dal leone di San Marco e con l’aggiunta della scritta “Veneto”, il prosciutto viene prodotto in 15 comuni tra I Monti Berici ed Euganei.

Nel corso della giornata abbiamo visitato il Salumificio Brianza, a Montagnana, una delle aziende produttrici del Prosciutto crudo veneto dop. A conduzione familiare, l’azienda nasce negli anni ’60 e ad oggi è un laboratorio a carattere artigianale, come il titolare tiene precisare, che produce salumi locali e Prosciutto veneto dop rispettando la stagionalità e le tradizioni. Per il Crudo Berico Euganeo ci vuole pazienza, una stagionatura lunga a temperatura controllata, non meno di 12 mesi, ma che possono diventare 16-20 mesi.. Ecco spiegato il colore rosato e la dolcezza di questo prosciutto!!

La serata non poteva non concludersi in grande stile, con la visita e cena presso il CASTELLO DI BEVILACQUA.. e qui la magia continua..

Un castello del ‘300, concepito originariamente come castello di difesa, nel corso dei secoli divenne residenza nobiliare. Nel 1848 venne dato alle fiamme dalle truppe austriache, successivamente ristrutturato e durante la II guerra mondiale fu occupato dai tedeschi come base di comando. Dalla fine della seconda guerra mondiale al 1966 divenne collegio dei salesiani, ma fu abbandonato nuovamente dopo un incendio. Una storia travagliata fino al 1990 quando la fam. Cerato acquistò il castello ed iniziò una ristrutturazione che durò quasi 20 anni (e non è ancora finita!) che lo riportò al suo antico splendore!


La location perfetta per concludere questa meravigliosa giornata da non dimenticare!

A presto,

Silvia.


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